L’ex assessore Tuccillo: “La giunta De Magistris? Un’occasione persa”

berbissimo

Bernardino Tuccillo è un ex assessore di Luigi De Magistris. Entrato a far parte della prima “giunta arancione”, si è dimesso nel 2013 per dissidi insanabili con il sindaco di Napoli. E’ stato primo cittadino di Melito.

Bernardino Tuccillo, c’è chi dice che lei attacca De Magistris perché ora sostiene Bassolino…
“Critico De Magistris da tre anni, Bassolino scalava le Dolomiti e scriveva. Ho pubblicato perfino un libro per raccontare la mia esperienza da assessore al patrimonio”

Lei faceva parte della prima giunta arancione
“Sì. Di quella squadra è rimasta solo Annamaria Palmieri, assessore alla Pubblica Istruzione. De Magistris ha dimissionato o fatto dimettere tutti uno dopo l’altro. Pino Narducci, Riccardo Realfonzo, il sottoscritto, tante altre persone perbene. Non solo assessori ma anche consulenti, il direttore generale, il capo della polizia municipale, la portavoce… si arriva a 60/70 persone ma si è perso il conto delle epurazioni della cosiddetta rivoluzione arancione. Mi viene in mente ciò che disse il papà di un consigliere comunale”

Cosa le disse?
“Se un maestro boccia 23 alunni su 24, al preside sorge spontaneo un interrogativo: ma non è che è l’insegnante ad essere fuori strada, a non essere capace?”

La accuseranno di parlare per risentimento personale…
“Nessun risentimento: ho fatto una bellissima esperienza a Palazzo San Giacomo. Mi spiace che la giunta De Magistris abbia rappresentato per Napoli una straordinaria scommessa persa. Una opportunità mancata. Il mio bilancio personale è molto positivo. Ripeto: ho scritto un libro su questa esperienza. Il sindaco in una trasmissione televisiva napoletana a reti unificate si rivolse a me con gravi accuse e insinuazioni totalmente destituite di fondamento senza mai entrare nel merito delle questioni da me sollevate nel libro”

Quali?
“L’esigenza di continuare a cambiare la gestione del Patrimonio del Comune di Napoli mettendolo seriamente a reddito. Questo ci ha chiesto il governo nazionale quando ha approvato il piano pluriennale di rientro dal deficit strutturale”

Non succede?
“Ci sono i dati: ci siamo impegnati a dismettere il patrimonio per circa 900 milioni di euro. Nulla è più stato fatto dopo le vendite del 2012, 3.000 immobili che hanno assicurato al Comune circa 100 milioni di introito. Mi risultano difficoltà serie anche per la riscossione dei canoni di locazione previsti per gli alloggi popolari. Poi c’è il fenomeno sconcertante delle assegnazioni effettuate ex post a chi occupa abusivamente immobili di pregio del Comune. Vedi ex asilo Filangieri”

Come giudica la situazione attuale di Napoli?
“E’ una città totalmente commissariata, da Bagnoli al San Carlo al porto. Grave l’isolamento istituzionale e la pavidità mostrata verso alcuni poteri fori di Napoli: un esempio su tutti, De Laurentiis. E le periferie sono totalmente abbandonate”.

L’ha più sentito il sindaco?
“No”

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