FLASH! ‘O SARRACINO SCATENATO: CONTESTA TUTTO E ATTACCA LA VALENTE. VERSO IL SOSTEGNO A NONNO ANTONIO?

SARRACINO BASSFLASH! ‘O SARRACINO SCATENATO: CONTESTA TUTTO E ATTACCA LA VALENTE. VERSO IL SOSTEGNO A NONNO ANTONIO?

1.dal profilo fb di Marco Sarracino

Insomma ci risiamo. Qualcuno vuole che il PD ritorni a compiere lo scemificio delle primarie del 2011, con tanto di

certificazione nazionale. In due ore è avvenuta una proliferazione dei seggi elettorali in bar, pizzerie, caf e studi professionali privati. Una roba indegna, che rischia di alterare la bellezza della competizione. Non ci facciamo intimidire dall’arroganza e dalla tracotanza di chi ha portato il PD Napoli in questo stato. Noi continuiamo a confrontarci con i cittadini, altri invece a credere che le elezioni si vincano con le pratiche burocratiche.

2.Dichiarazione di Marco Sarracino: “Rischio brogli. Ingiustificato proliferazione dei seggi nelle ultime ore, non replichiamo il 2011”.

“Mentre il segretario del Pd di Napoli Carpentieri lancia per le primarie una fantomatica app contro i brogli, c’è chi, nella commissione che sovrintende alle primarie, cerca di determinare le condizioni affinché i brogli si verifichino.
La proposta della maggioranza di fissare in 85 il numero dei seggi per le primarie del 6 marzo è spropositata, se si considera che, meno di un anno fa, per le regionali, i seggi in città furono la metà (45). Un numero elevato che rende difficile il controllo democratico del voto, ed in alcuni casi praticamente impossibile, visto che sono state proposte sedi risultanti come caf, studi professionali privati, bar o pizzerie: luoghi nei quali, secondo il regolamento delle primarie, non è possibile insediare seggi. Alcune di queste sedi, inoltre, sono in zone difficilmente raggiungibili. A differenza di quanto abbiamo visto fare a Milano dove erano numerosissimi i gazebo in strada, visibilissimi e trasparenti.
Chiedo, quindi, che la commissione sia davvero garante della competizione e fissi non solo un numero ragionevole di seggi, ma li insedi in luoghi “istituzionali”: sedi del partito, scuole private, associazioni note e unanimamente riconosciute come vicine al Partito democratico. E al centrosinistra. Solo così sarà possibile ridurre al minimo i tentativi di inquinamento del voto. Se invece, si dovesse procedere su questa strada, il Partito Democratico napoletano e nazionale si assumesse la responsabilità di replicare quanto accaduto nel 2011. Crediamo che il numero di seggi proposto sia del tutto sproporzionato: infatti emerge anche dal raffronto con Roma che, con una popolazione tripla e un’estensione enorme rispetto a Napoli, fissa il limite in 180. Anche a Milano, che oltre ad avere 350mila abitanti in più di Napoli, ha visto il centrosinistra prendere alle scorse regionali quasi il triplo dei voti racimolati nella nostra città, i seggi sono stati 150. Secondo questi parametri, andare oltre i 60-70 seggi sarebbe una scelta davvero singolare, difficilmente spiegabile sul piano statistico e numerico, e alla quale non potremmo dare il nostro assenso, per il bene del Pd, e della città di Napoli”
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