UNA GRAN ROTTURA DI MARONE – LE MOTIVAZIONI DELLA BOCCIATURA DEL RICORSO DI BASSOLINO

dispositivo 1Una riunione non priva di qualche schermaglia, ma filata via tutto sommato liscia, quella della Commissione che oggi ha ri-bocciato il ricorso di Antonio Bassolino e

confermato la vittoria di Valeria Valente alle primarie del 6 marzo. Ricorso respinto, dunque, e interpretazioni a go-go.

dispositivo 2Come è nata, questa “sentenza”, approvata a maggioranza, il cui dispositivo è stato redatto da Giovanni Iacone? E’ nata – racconta qualcuno dei partecipanti – dal fatto che Bassolino e Riccardo Marone hanno basato le loro doglianze sulla legge 212 del 56, che disciplina le elezioni comunali e provinciali.

Ebbene – è la tesi che ha prevalso – mai nella storia della Repubblica Italiana, una violazione di questa legge ha prodotto l’annullamento del seggio: né in sede penale, né civile né amministrativa è mai stata presa una decisione del genere. I comportamenti individuali sono stati sanzionati e perseguiti, ma il voto non è mai stato messo in discussione. Anche perché basterebbe a questo punto spedire qualcuno a dare un paio di euro nei pressi di un seggio dove l’avversario politico è predominante per fare annullare i voti in quel seggio stesso.

dispositivo 3Un partito politico tra l’altro non ha alcuna forza di polizia, e quindi non può comminare sanzioni ma al massimo deferire i (presunti) responsabili agli organismi di garanzia. Per finire: al presidente Iacone è stato contestato di aver votato. Ma è immaginabile – si chiede qualcuno – che il presidente scriva il dispositivo, lo sottoponga alla Commissione e poi lui stesso non lo voti? Non solo. Mai – si fa notare – il presidente di un organo giurisdizionale si astiene.

dispositivo 4

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