CADUTA MASSONI! NON DITE ALLA TARTAGLIONE CHE NELLE LISTE DEL PD I “LIBERI MURATORI” NON MANCANO

enzo pelusoEnzo Peluso, leader del “Lir”, doveva candidarsi alle comunali di Napoli con Luigi De Magistris. Ma le polemiche sulla sua appartenenza alla massoneria ne hanno bloccato la

corsa all’elezione. “Pur di accaparrarsi qualche voto in piú, de Magistris pensa si imbarcare di tutto e di piú: dalle frange violente dei centri sociali alla massoneria!” ha tuonato il segretario regionale del Pd, Assunta Tartaglione.

Ma la Tartaglione dovrebbe sapere bene che nelle liste del Pd i “Liberi muratori” non mancano. Chi lo dice? Qualcuno che se ne intende:

“Il nostro è un Movimento serio. Ha acquistato autorevolezza negli anni confrontandosi sui programmi, valori e proposte che si ispirano alla tradizione laica e repubblicana. In questa ottica, il segretario nazionale Enzo Peluso è il rappresentante più degno che il Movimento Lir potesse avere: competente, capace, appassionato”. Così Giuseppe Di Mauro, portavoce del Movimento Lir (Liberali, Repubblicani e Laici), interviene per conto del Movimento in merito alle recenti vicende che hanno riguardato il segretario nazionale Enzo Peluso.

Di Mauro, insieme al presidente nazionale Elio Notarbartolo e a nome del Movimento, esprime la sua solidarietà a Peluso e spiega: “Il segretario nazionale Enzo Peluso ha rappresentato il Movimento nel confronto con de Magistris e lo ha fatto al meglio: averlo descritto come una sorta di faccendiere o ambasciatore della Massoneria è stato un errore gravissimo, oltre che un insulto alla verità.

Peluso è un dirigente politico che non ha mai ostentato alcuna appartenenza se non quella al Lir, né ha esibito alcuna fedeltà se non quella ai valori repubblicani. Chi lo ha descritto diversamente (si è voluto riferire persino la carica che occuperebbe nella Massoneria, una carica interna mai da lui esibita) ha offeso lui e tutto il Movimento Lir, formato da migliaia di iscritti, consiglieri comunali in ogni parte d’Italia, professionisti ed esponenti della società civile.

Lo stesso discorso vale anche per Giovanni Esposito, che il 29 aprile all’hotel Oriente fece un intervento di alto spessore politico e poi si è ritrovato coinvolto in questa vicenda a causa di un ruolo di cui non ha mai fatto mistero ma che nulla c’entra con la politica e la sua vicinanza al Movimento Lir”.

Aggiunge poi Di Mauro: “Si è voluto ammantare di mistero un incontro pubblico, si è deciso di dare alla kermesse dell’hotel Oriente un significato del tutto distorto: sembra quasi che l’atteggiamento massonico (nella sua accezione volgare e negativa, come erroneamente viene interpretata da una parte dell’opinione pubblica) lo abbia assunto certa stampa, pronta a tramare invece che a raccontare la realtà dei fatti.

Peraltro, se ci fosse stato qualcosa da nascondere, se ci fosse stata la necessità o addirittura l’obbligo della segretezza, non sarebbero venute fuori così facilmente notizie e circostanze. Enzo Peluso e il Movimento Lir hanno dovuto persino subire attacchi da chi i massoni li ha avuti nelle liste.

Ci riferiamo alla segretaria regionale del Pd in Campania, Assunta Tartaglione: è consapevole che nelle sue liste (consiglio e municipalità) ci sono stati e potrebbero esserci molti iscritti alla Massoneria? L’elenco è pubblico, facilmente riscontrabile. Se ne vergogna o la considera, come dovrebbe essere, una nota di merito? E allora la domanda è: chi ha fatto patti con i massoni? de Magistris o altri?

Secondo il Movimento Lir, nessuno. Ancora una riflessione: se questi sono i temi che un giornale porta avanti per raccontare una campagna elettorale di una città così complessa, a preoccuparsi seriamente devono essere i lettori, unici riferimenti di un giornale. Vi è di più.

E’ interesse del Movimento Lir stigmatizzare la condotta di una certa stampa che pur di screditare il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, non si è fatta scrupolo di ammantare di mistero e segretezza (parlando di logge e loggette) un incontro prettamente politico svoltosi alla luce del sole che ha visto la più ampia partecipazione della società civile, risultando del tutto irrilevante ed estraneo ai temi in quell’occasione trattati e discussi il profilo delineato del segretario nazionale Peluso, che attiene esclusivamente alla sua sfera privata, che per onestà, trasparenza, credibilità nei più svariati ambiti (dal mondo professionale a quello assicurativo) non impone giustificazione o chiarimento alcuno. Nulla di occulto o di segreto quindi, se non le ragioni che hanno spinto una campagna denigratoria del tutto estranea al diritto di cronaca e di critica”.

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