+++ ULTIM’ORA – CUOMO NON E’ PIU’ SENATORE, GRASSO PROCLAMA AL SUO POSTO LUCIA ESPOSITO +++

La Giunta per le Elezioni e Immunità del Senato ha riscontrato che il candidato destinato a prendere il posto di Vincenzo Cuomo, l’esponente del Pd eletto sindaco di Portici, è Lucia Esposito. Lo ha detto nell’Aula di Palazzo Madama il presidente del Senato Piero Grasso che ha proclamato eletta la parlamentare. Cuomo, che ha optato solo oggi per il suo nuovo incarico, incassando così la pensione da parlamentare, era componente della commissione Ambiente e della Vigilanza Rai. E’ quanto riporta l’Ansa.

Vincenzo Cuomo ha deciso di fare il sindaco di Portici, carica alla quale è stato eletto con le ultima amministrative di giugno, rinunciando così al suo mandato di senatore del Pd. Lo ha annunciato nell’Aula di Palazzo Madama il presidente di turno Maurizio Gasparri che ha investito della questione la Giunta per le Elezioni e Immunità. Nei giorni scorsi Cuomo era stato attaccato duramente dal M5S in quanto il tempo per l’opzione, prevista dalla legge, era stato fatto scattare dopo il 15 settembre, nonostante “svolgesse il suo ruolo di sindaco già da luglio”, consentendo così all’esponente Dem di incassare comunque la pensione prevista per i parlamentari (scatta per deputati e senatori dopo 4 anni, 6 mesi e 1 giorno.

CASO CUOMO, DIBATTITO AL SENATO – MDP: “STRANI RITARDI NELLA PROCLAMAZIONE”

Al Senato questa mattina non si parla d’altro: i lavori dell’aula sono caratterizzati dal “caso Cuomo”. Ieri il presidente del Senato, Pietro Grasso, era intervenuto sulla vicenda ricordando al sindaco di Portici che può dimettersi entro oggi. “Il collega Cuomo è stato eletto sindaco nel mese di giugno al primo turno e ieri la Giunta per le elezioni se ne è occupata, oltre tre mesi dopo, facendo sicuramente il suo dovere sul piano procedurale. Ma ci sono tanti interrogativi che se il presidente Grasso li pone è bene che ce li poniamo tutti”. E’ quanto ha dichiarato la senatrice Doris Lo Monaco (Mdp) intervenendo sul caso del senatore dem Vincenzo Cuomo sollevato in Aula dal senatore di Idea Carlo Giovanardi. Secondo la parlamentare “è strano che ci siano stati ritardi nella proclamazione”. “Chi li ha fatti? chi li ha prodotti?”, chiede Lo Moro. “Ieri – sottolinea – la giunta ha deciso tre giorni per l’opzione. Qualcuno anche del suo stesso partito aveva proposto un giorno”. “Questi ritardi – conclude – non possono essere scaricati su chi si è trovato il 13 settembre a decidere non del destino di un collega, ma a mettere la sua faccia su una cosa che non piace proprio. Per esempio a me non piace affatto”. “La lettera di dimissioni è stata inviata al Senato a fine luglio e, guarda caso, la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è intervenuta il 13 settembre, concedendo tre giorni ulteriori, fino al 16 settembre, guarda caso proprio il primo giorno utile per maturare il diritto alla pensione”. Così il senatore Enrico cappelletti (M5s) interviene in Aula al Senato sul caso del senatore dem Vincenzo Cuomo. “Se questa cosa per voi è normale, – aggiunge – per me è invece scandalosa, mi indigna e dovrebbe indignare questa istituzione. Credo abbia fatto benissimo il Presidente a richiamare il senatore Cuomo a fare uno sforzo, perché ne va anche del suo onore”.

+++ L’INVITO DI GRASSO A CUOMO: “NULLA VIETA AL SENATORE DI DIMETTERSI GIA’ DOMANI” +++

 “La concessione di 3 giorni al senatore Cuomo per esercitare la propria opzione deriva da una autonoma decisione della Giunta della quale la Presidenza del Senato non ha potuto che prendere atto. Naturalmente nulla vieta al senatore Cuomo di esercitare la sua scelta in tempo utile per darne comunicazione all’Assemblea nella seduta di domani 14 settembre”. Lo afferma il presidente del Senato Piero Grasso in una nota sul caso dell’esponente Pd Vincenzo Cuomo.

LA STRATEGIA DELLA PENSIONE – Oggi pomeriggio il sindaco di Portici conquisterà (finalmente) l’agognato vitalizio

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 “Era convinto di averla fatta franca e di aver già guadagnato il diritto alla pensione al culmine di una strategia procedurale e comunicativa quasi perfetta. Ma al furbetto del privilegio è caduta inesorabilmente la maschera. Con un atto senza precedenti, il senatore Pd e sindaco di Portici Vincenzo Cuomo ha provato a guadagnare tutto il tempo utile per approdare al 16 settembre, data in cui maturerà la pensione da parlamentare”. Lo afferma in una nota il senatore M5s Sergio Puglia. All’accusa ribatte Cuomo: “Mi sono attenuto pedissequamente a quanto previsto dal regolamento della Giunta e non c’è alcun dubbio sulla correttezza delle procedure da me adottate”. Ma Puglia non è di questo avviso: “Piuttosto che consegnare una lettera di dimissioni nelle mani del presidente del Senato, i cui uffici non chiudono per ferie, ha optato per una raccomandata nella quale è contenuta una banale dichiarazione di incompatibilità tra la carica di sindaco di Portici e quella di senatore della Repubblica, indirizzandola alla giunta per elezioni, i cui uffici restano invece chiusi nella pausa estiva. La raccomandata è stata inviata alle 8 del mattino di sabato 29 luglio, consegnata il 9 agosto e protocollata soltanto il 31 agosto, giorno di riapertura. In questo modo il furbetto del privilegio ha guadagnato doppiamente tempo: quello concessogli dalla sospensione dei lavori e quello della consueta procedura che intercorre tra la convocazione della giunta e della successiva ratifica nell’aula del Senato. Una furbata che siamo riusciti a smascherare”. “La giunta – spiega Puglia – è stata convocata per oggi alle 14. Restano due strade da percorrere. L’una, con la giunta che chiede a Cuomo di scegliere tra la carica di senatore e quella di sindaco, facendo slittare la scelta inevitabilmente oltre il 16 settembre. L’altra, che è quella che il M5S si auspica, con la giunta che prende atto della scelta già palesata nella lettera da parte del senatore Pd di optare per la carica di sindaco, inviando la relazione entro le 16 al presidente Grasso che non potrà fare altro che dichiarare Cuomo decaduto da senatore. Rendendo così fallimentare la vergognosa strategia del furbetto del vesuviano. Ci sarà da chiedersi se il presidente del Senato sceglierà di proteggere la casta o di evitare una figuraccia storica”