NAPOLI, MARESCA CERCA SPONDE A SINISTRA MA FI E LEGA FRENANO

Un modello Draghi per Napoli? Potrebbe diventare il modello Maresca, secondo alcuni protagonisti della politica partenopea. Il magistrato, ancora non ufficialmente candidato ma dato tra i papabili per la corsa a Palazzo San Giacomo, potrebbe essere sostenuto da una coalizione di larghe intese sul modello di quella parlamentare che ha permesso la nascita del governo Draghi.

La conditio sine qua non affinché questa ipotesi si realizzi, sarebbe quella per cui i partiti dovrebbero presentarsi senza simbolo: sarebbe l’unica via per far convivere, in nome del civismo, una coalizione che andrebbe da Forza Italia e Lega ad Italia Viva, Azione, +Europa. Esclusa al momento da questa ipotesi Fratelli d’Italia, che solo per il momento, continua a sostenere la candidatura dell’avvocato Sergio Rastrelli.

Dall’entourage di Maresca non si sentono di escludere questa eventualità che, anzi, piace molto e sarebbe in linea con il profilo civico della candidatura di Maresca. Più restii i partiti di centrodestra con cui ci sono interlocuzioni in corso, Forza Italia e Lega. La decisione emersa dal tavolo nazionale del centrodestra è che i partiti si presenteranno con i simboli, e che al momento non vi è nessuna possibilità di alternativa a questa scelta.“Mai con gli eredi del PD e i suoi satelliti minori, che hanno distrutto Napoli”, fa sapere un big di Forza Italia.

MAI DIRE DE MAJO – SI DIMETTE L’ASSESSORE DEI CENTRI SOCIALI

Eleonora De Majo, assessore comunale di Napoli espressione del centro sociale Insurgencia, si dimette e affida le motivazioni a un torrenziale post su Facebook.

Ecco il testo

Termina oggi la mia esperienza di Assessora.

Ho maturato questa decisione dopo aver riflettuto a lungo e non nascondo il grande rammarico di non poter portare a termine tante delle cose a cui stavo lavorando ( e anzi mi scuso con chi apprenderà da questa lettera  della mia decisione) così come quello di lasciare una squadra, quella composta da staff e dirigenti, con cui in questo anno e mezzo avevamo costruito un affiatamento incredibile e una comunità umana meravigliosa.

Condizioni necessarie per lavorare bene.

Ho tuttavia deciso di rassegnare le dimissioni e di consegnarle al Sindaco, nonostante non mi sia stato chiesto alcun passo indietro,  perché se è vero che oramai da tempo non mi riconosco più in questo progetto politico e amministrativo, devo ammettere che  le ultime vicende, quelle che riguardano la composizione della commissione tecnico-popolare per la scelta della statua di Maradona, stanno assumendo  la piega di un pesantissimo accanimento personale, che è arrivato alla perquisizione in casa con il sequestro di telefoni e computer ( motivo per cui sono irreperibile da qualche settimana) e dalla pubblicazione sui giornali cittadini  di atti  che mi riguardano relativi ad indagini ancora in corso di cui a stento io stessa avevo avuto conoscenza .

Siamo nell’ambito delle scelte politiche.

Scelte per le quali non devo in alcun modo giustificarmi perché sono state fatte nella massima trasparenza e correttezza e che rivendico fortemente, perché al di là delle ricostruzioni  strumentali, coinvolgere i settori popolari del tifo  all’interno di una commissione che avrebbe dovuto giudicare il progetto del monumento da dedicare a Maradona e che vede al suo interno autorevoli esponenti del mondo della cultura e dello sport e della famiglia del Pibe de oro, è esattamente quella idea di politica in cui credo, che è una politica che include, che coinvolge, che permette a tutti di partecipare,  che aiuta il dialogo tra pezzi di città apparentemente lontani.

Un’idea che voleva provare a rispettare e celebrare nel modo più giusto la figura di Diego, che nella sua potenza e nella sua genialità ha saputo unire in un’unica grande passione la città tutta, facendo emozionare  i napoletani dei quartieri alti coma quelli dei quartieri più poveri, stretti in un unico grande sogno, quello del riscatto di un popolo.

Certo fa sorridere che in un territorio  dove spessissimo proprio la politica va a braccetto con la criminalità organizzata, dove su ogni  grande appalto appare l’ombra tetra della camorra, dove il voto di scambio è prassi consolidata,  si discuta e si lavori da mesi sulla  scelta di aprire la commissione di valutazione del monumento a Maradona  alle tifoserie.

Commissione che per altro non prevede alcuna remunerazione.

Ma il tempo è galantuomo e questa vicenda alla fine verrà fuori per quella che è. Di questo ne sono convinta.

Eppure  su ciò che sta accadendo, alla luce del fatto che si tratta  evidentemente  di una invasione di campo della magistratura sul terreno della politica in cui ad essere oggetto di  valutazione è il perimetro delle scelte di chi attraverso un mandato elettivo governa la città , ritengo avrebbe potuto esserci una maggiore esposizione  da parte dell’amministrazione , a tutela di  scelte che sono stata fin dal primo istante  condivise.

Non c’è stata e ne prendo atto.

Tuttavia la mia decisione è motivata da ragioni assai più profonde e di più lunga durata rispetto ai fatti recenti, che hanno di certo amplificato la sensazione di estrema lontananza da questa amministrazione.

Non ho mai fatto mistero dell’enorme scetticismo nei confronti dell’indicazione di un candidato  sindaco per le prossime amministrative, calata dall’ alto e senza confronto con la città.

Nessun pregiudizio. Piuttosto la convinzione da principio che quella candidatura  non sarebbe riuscita ad interpretare ne’ a farsi portavoce delle battaglie, delle rivendicazioni e delle scelte più radicali, innovative e progressiste  che hanno caratterizzato le fasi migliori di questo decennio ne’ a costruire una visione di città inclusiva, capace di guardare innanzitutto alle fragilità e di sfidare l’asfittico dibattito tra ceto politico  che si sta sviluppando alla viglia del voto.

Ho atteso, cercando di comprendere se nonostante questa scelta così lontana dai miei auspici, si sarebbero potuti creare  i presupposti per costruire una strada di condivisione, di dibattito, di confronto sul presente e sul futuro della città.

A distanza di sei mesi però non solo tutto questo non è accaduto e la candidata lavora esclusivamente per se stessa, ma l’amministrazione appare in larga parte, anche a chi non vive il “palazzo”, sempre più distante dalla città reale, dai suoi problemi, dalle sue contraddizioni, e sempre più concentrata nella costruzione di partite interne che hanno il consenso elettorale come unico obiettivo.

Ci sono storie che semplicemente ad un certo punto arrivano ad un epilogo.

Accade nella vita personale come in quella politica.

Accade quando viene meno la fiducia e soprattutto quando non si comprende più in che direzione si sta andando insieme. 

Bisogna saper riconoscere quando arriva questo tempo e non trascinarsi inerti rischiando di tradire la propria coerenza e la propria integrità.

Ecco perché oggi la mia esperienza amministrativa termina qui.

Senza rancore, ma con molta delusione e di sicuro con il rammarico enorme di non riuscire ad accompagnare la mia città, quella a cui ho dato ogni istante del mio tempo di questi ultimi anni, nel momento più atteso.

Quello della nuova alba, della ripartenza, della rinascita che sono convinta ci sarà e sarà bellissima. Perché meritiamo un’alba bellissima.

Non nascondo che questi anni sono stati estremamente faticosi sul piano politico e su quello personale.  Le ultime vicende sono solo l’epilogo di una storia assai più  lunga.

Ho subito attacchi di ogni tipo, mai sull’azione amministrativa, ma sempre sulle scelte politiche e sulle opinioni.

Sono stata attaccata dal segretario della Lega Matteo Salvini, letteralmente perseguitata  sui social network per mesi dai suoi  seguaci leghisti. Sono stata attaccata per le mie posizioni a favore della causa palestinese.

Attacchi che puntavano e puntano ancora oggi solo a delegittimare il mio percorso politico di donna militante prima e di donna delle istituzioni poi, che ha semplicemente scelto di restare fedele alle proprie idee e di non voltare mai le spalle alla propria comunità e al proprio mondo  di provenienza.

Se tutto questo ha fatto paura sono felice di aver fatto paura.

Dal canto mio, come Assessora, ho fatto il massimo possibile in un anno difficilissimo, con risorse esigue ( imparagonabili a quelle degli anni  precedenti) ed infinite restrizioni, cercando di ascoltare ed incontrare tutti, restando  fedele a due principi fondamentali, che questo paese troppo spesso dimentica: che il lavoro culturale sia lavoro e come tale va protetto e tutelato e che la cultura è linfa vitale delle città, senza la quale crescono rapide le passioni tristi, il rancore, la barbarie sociale.

Quello che sono riuscita a fare lo devo innanzitutto a Napoli, città che anche quando è in ginocchio reclama bellezza e per la quale ho avuto l’onore di ricoprire un ruolo prestigiosissimo.

Spero Solo di essere riuscita a lasciare  un piccolo segno positivo in questo tempo così  buio.

NAPOLI, LA PAGANO LANCIA LE PRIMARIE. IV SCHIERA PAIPAIS (FEDELISSIMO DI DE LUCA)

Pasquale Napolitano per Napolispia

Non si sblocca la partita nel centro-sinistra per la scelta del candidato sindaco di Napoli alle prossime elezioni comunali. Dopo l’alt del governatore della Campania Vincenzo De Luca all’opzione Fico, caldeggiata da Pd e M5s, arriva dalle pagine del Mattino la proposta di Graziella Pagano, ex senatrice e leader di Italia Viva in Campania. La Pagano auspica le primarie per l’individuazione del candidato sindaco. Primarie da tenersi in estate, quando la pandemia sarà meno aggressiva, per il voto ad ottobre. Italia Viva ha già pronto il candidato da schierare: Apostolos Paipais, vicinissimo al governatore De Luca e presidente della municipalità

MARESCA & PALUMMELLA, LANZOTTI SI RIBELLA: “C’E’ CHI SCREDITA IL LAVORO DI FORZA ITALIA”

Napolispia

La notizia di una candidatura alle comunali di Napoli di Gennaro Montuori, ex capo ultrà, nella lista di Forza Italia a sostegno del giudice Catello Maresca, anticipata oggi dal Mattino, suscita lo scetticismo del coordinatore cittadino degli azzurri, Stanislao Lanzotti. Montuori si è già candidato alle regionali, ed è stato uno dei protagonisti più noti della coalizione che ha sostenuto Stefano Caldoro. “La lista civico – politica a cui stiamo alacremente lavorando da mesi”, dice Lanzotti a Napolispia, “e della quale siamo scrupolosi custodi , sarà di grande qualità culturale e politica e confidiamo possa rappresentare la vera novità delle prossime elezioni amministrative. Nella  imponente sede di via Melisurgo, appena il virus ci darà tregua, saranno presentati i 5 punti nodali del programma a noi cari  su cui impegneremo la prossima amministrazione . Il nucleo di partenza”, aggiunge Lanzotti, “è certamente la classe dirigente cittadina forzista di Napoli con i suoi presidenti di municipalità ed i 3 consiglieri comunali ma l’allargamento ai tantissimi  soggetti politici e ai professionisti rappresentanti di associazioni sarà l’elemento di grande innovazione che ci permetterà di compiere l’auspicato salto di qualità che la comunità partenopea ci chiede alla luce delle gravose  sfide che ci attendono. Nessun contatto con Palummella”, aggiunge Lanzotti, “e nessuna promessa di candidatura sono all’ordine del giorno della nostra lista. Se altri”, conclude Lanzotti, “hanno messo in piedi strategie  ad hoc per screditare il nostro lavoro , ci sentiamo ancora più motivati a portare avanti il nostro compito con entusiasmo”.

CAMPANIA, I DIPENDENTI DELLA GIUNTA CONTRO DE LUCA: “GIÙ LE MANI DALLO STIPENDIO”

Pasquale Napolitano per Napolispia

I dipendenti della giunta regionale della Campania si scagliano contro Vincenzo De Luca: “Giù le mani dalle nostre tasche”. Suona più o meno così l’appello che dipendenti della giunta e sindacati hanno lanciato al governatore. Motivo? Dal mese di gennaio, il direttore generale della Regione Campania ha autorizzato gli uffici contabili al prelievo forzato di una quota dello stipendio pari a 1/5 dei dipendenti in base a una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il salario accessorio per i dipendenti che negli anni scorsi sono stati distaccati nelle segreterie dei consiglieri regionali. Sentenza giusta.

Ma c’è una ragione per cui i dipendenti della giunta protestano: in base alla sentenza anche i dipendenti del Consiglio regionale sono nella stessa condizione. E dunque dovrebbero restituire i soldi. Ma in quest’ultimo caso, il presidente dell’assise regionale Gennaro Oliviero ha bloccato tutto, formando un gruppo di lavoro che dovrà affrontare la questione. Niente prelievo. Pagano solo i dipendenti della giunta.

ESCLUSIVA – SONDAGGIO NAPOLI, BASSOLINO IN TESTA SU FICO E MARESCA. TUTTE LE TABELLE

Un sondaggio riservato sulle prossime comunali di Napoli sta facendo discutere in queste ore le segreterie dei partiti. Napolispia è entrato in possesso della rilevazione, effettuata tra il 22 e il 28 febbraio. Sono state prese in considerazione tre ipotesi. La prima vede Roberto Fico candidato del centrosinistra e del M5s; la seconda Gaetano Manfredi; nella terza ipotesi, Antonio Bassolino (che negli scenari 1 e 2 viene invece “pesato” a capo di una coalizione di liste civiche) correrebbe per il centrosinistra, con Fico candidato del M5s in solitaria. Per Lega e Forza Italia, viene considerato come candidato Catello Maresca, mentre Sergio Rastrelli sarebbe il candidato di Fratelli d’Italia. I risultati sono clamorosi: nel primo scenario, Bassolino, Fico e Maresca sono praticamente alla pari, con una percentuale tra il 23 e il 24%; nel secondo scenario, Bassolino è in testa col 25%, seguito da Maresca al 24 e da Manfredi al 22. Nel terzo scenario, Bassolino sarebbe addirittura al 37%, con Maresca al 24 e Fico al 14%.

ZINGARETTI PUNTA A FARE IL SINDACO DI ROMA, IN CAMBIO DEVE PIAZZARE FICO A NAPOLI

Nicola Zingaretti si dimette da segretario del Pd, e punta diritto alla candidatura a sindaco di Roma, il prossimo autunno. Lo scambio con il M5s prevede l’appoggio del Pd alla candidatura a Napoli di Roberto Fico. E’ questo il motivo della genuflessione del segretario napoletano dei Dem, Marco Sarracino, ai pentastellati. Una genuflessione alla quale cerca di opporsi, in maniera scomposta e totalmente inefficace, il braccio destro di Vincenzo De Luca, Fulvio Bonavitacola. A che titolo Bonavitacola, semisconosciuto deluchiano salernitano, tenti di dettare legge sulla scelta del candidato a sindaco di Napoli, resta un mistero. Uno dei tanti di questa partita a scacchi che si gioca sulla pelle dei napoletani.

COMUNALI NAPOLI – CADE VETO DI DE LUCA SUL M5S, MA NIENTE IMPOSIZIONI ROMANE SUL CANDIDATO

Emiliano Caliendo per Napolispia

C’è l’intesa per un tavolo di trattativa permanente che esprima a stretto giro un candidato unitario. E’ questo l’esito della riunione allargata del centrosinistra napoletano che ha visto i segretari cittadini di Partito Democratico, Italia Viva e i rappresentanti delle liste civiche che hanno sostenuto il governatore Vincenzo De Luca alle ultime regionali, oltre che il Movimento 5 Stelle rappresentato dall’onorevole Gilda Sportiello. Lo confermano le parole del segretario metropolitano del PD, Marco Sarracino, a margine della riunione: “Abbiamo finalmente una coalizione animata da uno spirito di pari dignità che si ritroverà attorno ad una candidatura forte, credibile, autorevole e dal grande consenso popolare”, ha scritto Sarracino sui social.

E’ caduto il veto tattico deluchiano di un no netto ad ogni alleanza con i 5 Stelle, perché l’assetto delle ultime regionali, con almeno 3 civiche espressione di De Luca è ritenuto ripetibile dalle parti in gioco. Si tratta solo di allargarlo al M5S, che comunque resta spaccato al suo interno a livello locale, con i consiglieri Brambilla e Matano che non riconoscono come loro rappresentanti gli emissari grillini del tavolo di questa sera.

Resta da sciogliere il nodo del programma, problema facilmente risolvibile, ma soprattutto quello del nome, che con il rinvio dell’elezioni ad ottobre non arriverà subito. De Luca, fanno sapere i Moderati del segretario Vincenzo Varriale e del consigliere regionale Di Fenza, non vuole imposizioni romane sul nome: “L’invito alla coalizione è quello di pensare prima a Napoli e alla nuova agenda da programmare nei prossimi anni, mettendo da parte ragionamenti opportunistici di parte. No ad alchimie romane il nome si sceglie a Napoli. Fare presto ed insieme con pari dignità come da intese possiamo vincere anche al primo turno.”

Lo sceriffo nei giorni scorsi ha pensato ad Amedeo Manzo, presidente di Napoli Holding e del Banco di Credito Cooperativo di Napoli: un’ipotesi caldeggiata in caso di corsa in solitaria, senza PD, ma ormai tramontata dopo stasera. Assente alla riunione il commissario di ABC e manager di Gesco, Sergio D’Angelo, per il quale è stata invocata la discesa in campo con un appello di 600 firmatari della società civile. Un chiaro segnale che il manager storicamente vicino al centro sociale Insurgencia proverà la corsa in solitaria, così come al momento lo faranno Alessandra Clemente e Antonio Bassolino.

STEFANO GRAZIANO, IL CONSIGLIERE A TITOLO GRATUITO CHE INTASCA (GRAZIE A DE LUCA) 3MILA EURO AL MESE

Pasquale Napolitano per Napolispia

Si chiama consigliere del Presidente a titolo gratuito. Ma con un’eccezione: Stefano Graziano, ex consigliere regionale del Pd, ripescato dal governatore della Campania Vincenzo De Luca come consigliere per le Aree interne, intascherà una retribuzione pari ai due terzi dell’indennità di un consigliere regionale. Stipendio di circa 3mila euro al mese. E’ l’unico consigliere del Presidente che porta a casa stipendio e ufficio. Gli altri, come Rosetta D’Amelio ed Enza Amato, sono consiglieri a titolo gratuito di nome e di fatto. La deroga a Graziano è stata possibile grazie a una legge approvata durante l’era Caldoro. Norma che consente al presidente di Regione di assegnare una retribuzione (pari ai due terzi dell’indennità di un consigliere regionale) solo a 3 consiglieri delegati. Per ora De Luca ha utilizzato la legge solo per Graziano.

FI, CALDORO KO. DE SIANO RESTA, CARFAGNA INCONTRA DE LUCA E LAVORA PER IL SUD

Pa. Na. per Napolispia

Il blitz targato Caldoro-Martusciello per prendersi Forza Italia in Campania fallisce. Regge l’asse De Siano-Cesaro. Nessun cambio al vertice degli azzurri. Il coordinatore campano Domenico De Siano, sostenuto dall’ex capogruppo Armando Cesaro, incassa la riconferma. E ora punterebbe a stringere l’intesa con i dissidenti legati al ministro del Sud Mara Carfagna per estromettere definitivamente dai ruoli di vertice Caldoro e Martusciello. La Carfagna sta lavorando alacremente per difendere gli interessi del mezzogiorno: stamattina fruttuoso incontro con il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca: “Questa mattina”, spiega De Luca, “abbiamo tenuto una riunione con il ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna. Nel corso del colloquio, si è discusso di Piano nazionale di ripresa e di resilienza, programmazione dei fondi strutturali 2021-2027, emergenza Covid, piano vaccinale e programmi di rafforzamento delle strutture amministrative. È emersa la volontà reciproca”, aggiunge De Luca, “di collaborare, per fare in modo che il Mezzogiorno sfrutti appieno l’opportunità offerta dal Recovery Plan a partire dalla necessità di dotare il Piano in tempi rapidi di progetti esecutivi condivisi”.