CASCIELLO (FI): “RECOVERY, LA RIQUALIFICAZIONE DI NAPOLI EST È UNA PRIORITÀ”

“Il risanamento e la riqualificazione industriale dell’area orientale di Napoli è un tema prioritario per il rilancio della città”: lo sottolinea Gigi Casciello, deputato di Forza Italia e tra i fondatori dell’Associazione Voce Libera. “Sull’area”, precisa Casciello, “insiste una quota rilevante della Zona Economica Speciale Campania, che come le altre Zes sarà oggetto di una profonda e incisiva riforma promossa dal ministro per il Sud e la coesione territoriale, Mara Carfagna, grazie alla quale aumenterà l’attrattività dell’area per gli investitori nazionali e internazionali”.

“È però fondamentale”, aggiunge il deputato campano, “l’impegno di tutti gli attori: il governo nazionale, quello cittadino e quello regionale. Il collega Gennaro Migliore, nella replica al question time odierno al ministro Carfagna, ha giustamente accennato alla necessità che la Regione Campania proceda quanto prima alla stipula del protocollo d’intesa con Cassa Depositi e Prestiti, in virtù del quale potrebbero essere realizzati diversi interventi di riqualificazione, valorizzazione e riconversione industriale di molti siti di Napoli Est. Quel protocollo tra Regione Campania e Cdp è una priorità, va firmato presto e messo a sistema”, conclude Casciello, “con le iniziative analoghe poste in essere dal Ministero per il Sud”.

CONCORSONE CAMPANIA, CASCIELLO (FI): “BENE BRUNETTA, POLEMICHE IRRESPONSABILI”

“Sul Concorsone regionale in Campania si sta facendo troppa confusione, alimentando una polemica irresponsabile, che va oltre un populismo inaccettabile”. Lo afferma l’onorevole Gigi Casciello, Deputato di Forza Italia e tra i fondatori dell’Associazione Voce Libera.

“Il Dl che permette la semplificazione del Concorsone”, aggiunge Casciello, “eliminando una prova finale che era prevista dal bando, così da permettere di completare l’iter delle assunzioni entro l’estate, era l’unico modo possibile per evitare lungaggini che avrebbero messo a rischio il concorso stesso. Dopo la decisione di Ripam, che ha stabilito le modalità della prova finale, c’è stata anche una telefonata tra il ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, e il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ed entrambi hanno espresso ampia soddisfazione per la decisione assunta. Insieme hanno concordato ogni passaggio e sono certo che De Luca, da uomo d’onore, faccia adesso chiarezza su questa vicenda”.

 “Sono grato al ministro Brunetta”, sottolinea Casciello, “per aver trovato il modo di sbloccare la situazione e permettere la conclusione del Concorsone con una sola prova finale, a dispetto delle due che erano previste. Naturalmente l’auspicio è che tale prova finale possa svolgersi, come sicuramente accadrà, nella maniera più serena possibile e basandosi sul lavoro svolto in questi dieci mesi di tirocinio. E’ chiaro che nella graduatoria finale si debba tener conto anche dei titoli, perché in un’Italia che deve ripartire dal merito è giusto premiare gli sforzi e gli studi. Dunque, mai come in questo momento”, conclude Casciello, “alimentare una polemica assolutamente infondata credo sia fuori luogo, nel segno dell’irresponsabilità”.

SOMMESE: “OK AL COMPLETAMENTO DEL CONCORSONE, ORA ACCELERIAMO ITER”

Intervista al consigliere regionale della Campania Giuseppe Sommese, presidente della commissione Affari istituzionali.

Presidente Sommese, finalmente una buona notizia sul concorsone…

“Il governo ha finalmente confermato lo sblocco del maxi concorso Ripam Campania sul quale da giorni come presidente della Prima Commissione della Regione Campania ho avanzato è sostenuto un`importante proposta di snellimento”

Lei ha inviato uno nota al governo chiedendo una semplificazione della prova…

“Nella mia nota ai ministri Carfagna e Brunetta ed al presidente De Luca ho infatti proposto l`esecuzione di una sola prova, scritta con banca dati o orale al fine di accelerare il piu` possibile i tempi di assunzione di oltre 2.000 giovani borsisti e far ripartire al meglio la nostra pubblica amministrazione”

Su questo tema c’è stato anche un forte impegno di alcuni deputati campani, vero?

“Devo sottolineare che sul tema dell’occupazione è stato fatto un buon lavoro di squadra. Colgo l’occasione per ringraziare l’onorevole Piero De Luca per il suo costante impegno sul concorsone e ne approfitto per congratularmi per il suo nuovo prestigioso incarico nazionale”

PALMA CAMPANIA, LA POPOLAZIONE CONTRO IL SINDACO DONNARUMMA PER L’IMPIANTO DI BIOGAS

Cresce il malcontento a Palma Campania per la volontà espressa dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Aniello Donnarumma, di voler realizzare un impianto di biogas e uno di multimateriale sul territorio locale. Disappunto palesato dal neonato comitato intercomunale “Terra Nostra” e dall’ISDE. Al centro delle polemiche, oltre agli impianti, è finita la relazione redatta dalla Commissione consiliare nominata dalla maggioranza. Terra Nostra critica le enormi dimensioni e l’ubicazione degli impianti mentre l’associazione dei medici per l’ambiente, con una nota ufficiale protocollata al Sindaco, prende le distanze dalla relazione degli esperti. 

È lo stesso presidente dell’ ISDE – sezione Nola-Acerra, dott. Gennaro Esposito, a rimarcare una serie di  chiare incongruenze,  in particolare evidenzia che l’allegato 2, paragrafo introduzione, specifica impropriamente che: “Questo documento riporta la posizione dell’associazione dei medici per l’ambiente (ISDE ITALIA) circa la migliore gestione della frazione organica dei rifiuti urbani (forsu)”. Un’affermazione infondata, a dire del Dott. Esposito, non corrispondente affatto a quanto espresso con forza dall’ISDE e ribadito dagli stessi medici dell’associazione anche nell’ assemblea popolare tenutasi a gennaio 2020 presso il comune di Palma Campania. L’ISDE, infatti nella nota protocollata, precisa che nella relazione comunale è stato aggiunto un lungo periodo, evidenziato in grassetto e sottolineato, la cui parte finale non è mai stata pubblicata dai medici per l’ambiente.

Sempre lo stesso presidente dottor Esposito puntualizza che, contrariamente a quanto riportato nella stessa relazione comunale, la tesi sostenuta dal l’ISDE è esclusivamente la seguente: “La combustione in loco del gas prodotto dalla digestione anaerobica causa l’immissione in atmosfera di numerosi composti chimici tra i quali sostanze nocive alla salute umana, alcune delle quali cancerogene certi per l’uomo. Per tale motivo, tale pratica  da scoraggiare, costituisce un rischio non trascurabile per la salute dei territori” Una posizione, quella dell’ISDE di netto contrasto alla realizzazione degli impianti di biogas anaerobico, nocivi alla salute umana.

ULTIM’ORA – FORZA ITALIA, SCHIAFFO A MARESCA: “NON RINUNCIAMO AL SIMBOLO”

E.C. per Napolispia

Il documento del coordinamento nazionale di Forza Italia, firmato oggi rispettivamente dai Responsabili Nazionali dell’Organizzazione ed Enti Locali, Gregorio Fontana e Maurizio Gasparri, non lascia adito a dubbi: Forza Italia correrà con il proprio simbolo su tutto il territorio nazionale alle prossime elezioni amministrative. Nessuna deroga in vista dunque, tanto meno per Napoli dove il partito di Silvio Berlusconi vorrebbe sostenere l’eventuale candidatura civica del magistrato Catello Maresca. La fattispecie della presentazione del simbolo di Forza Italia a sostegno di un candidato indipendente come potrebbe esserlo il giudice antimafia, è prevista all’interno del documento: “Se il candidato sindaco è espresso da Forza Italia oppure è indipendente sidovrà adottare il simbolo comprendente la bandiera di Forza Italia, la parola Berlusconi e in basso la parola “per” e il cognome del candidato (facsimile n. 1);”.

NAPOLI, MARESCA CERCA SPONDE A SINISTRA MA FI E LEGA FRENANO

Un modello Draghi per Napoli? Potrebbe diventare il modello Maresca, secondo alcuni protagonisti della politica partenopea. Il magistrato, ancora non ufficialmente candidato ma dato tra i papabili per la corsa a Palazzo San Giacomo, potrebbe essere sostenuto da una coalizione di larghe intese sul modello di quella parlamentare che ha permesso la nascita del governo Draghi.

La conditio sine qua non affinché questa ipotesi si realizzi, sarebbe quella per cui i partiti dovrebbero presentarsi senza simbolo: sarebbe l’unica via per far convivere, in nome del civismo, una coalizione che andrebbe da Forza Italia e Lega ad Italia Viva, Azione, +Europa. Esclusa al momento da questa ipotesi Fratelli d’Italia, che solo per il momento, continua a sostenere la candidatura dell’avvocato Sergio Rastrelli.

Dall’entourage di Maresca non si sentono di escludere questa eventualità che, anzi, piace molto e sarebbe in linea con il profilo civico della candidatura di Maresca. Più restii i partiti di centrodestra con cui ci sono interlocuzioni in corso, Forza Italia e Lega. La decisione emersa dal tavolo nazionale del centrodestra è che i partiti si presenteranno con i simboli, e che al momento non vi è nessuna possibilità di alternativa a questa scelta.“Mai con gli eredi del PD e i suoi satelliti minori, che hanno distrutto Napoli”, fa sapere un big di Forza Italia.

MAI DIRE DE MAJO – SI DIMETTE L’ASSESSORE DEI CENTRI SOCIALI

Eleonora De Majo, assessore comunale di Napoli espressione del centro sociale Insurgencia, si dimette e affida le motivazioni a un torrenziale post su Facebook.

Ecco il testo

Termina oggi la mia esperienza di Assessora.

Ho maturato questa decisione dopo aver riflettuto a lungo e non nascondo il grande rammarico di non poter portare a termine tante delle cose a cui stavo lavorando ( e anzi mi scuso con chi apprenderà da questa lettera  della mia decisione) così come quello di lasciare una squadra, quella composta da staff e dirigenti, con cui in questo anno e mezzo avevamo costruito un affiatamento incredibile e una comunità umana meravigliosa.

Condizioni necessarie per lavorare bene.

Ho tuttavia deciso di rassegnare le dimissioni e di consegnarle al Sindaco, nonostante non mi sia stato chiesto alcun passo indietro,  perché se è vero che oramai da tempo non mi riconosco più in questo progetto politico e amministrativo, devo ammettere che  le ultime vicende, quelle che riguardano la composizione della commissione tecnico-popolare per la scelta della statua di Maradona, stanno assumendo  la piega di un pesantissimo accanimento personale, che è arrivato alla perquisizione in casa con il sequestro di telefoni e computer ( motivo per cui sono irreperibile da qualche settimana) e dalla pubblicazione sui giornali cittadini  di atti  che mi riguardano relativi ad indagini ancora in corso di cui a stento io stessa avevo avuto conoscenza .

Siamo nell’ambito delle scelte politiche.

Scelte per le quali non devo in alcun modo giustificarmi perché sono state fatte nella massima trasparenza e correttezza e che rivendico fortemente, perché al di là delle ricostruzioni  strumentali, coinvolgere i settori popolari del tifo  all’interno di una commissione che avrebbe dovuto giudicare il progetto del monumento da dedicare a Maradona e che vede al suo interno autorevoli esponenti del mondo della cultura e dello sport e della famiglia del Pibe de oro, è esattamente quella idea di politica in cui credo, che è una politica che include, che coinvolge, che permette a tutti di partecipare,  che aiuta il dialogo tra pezzi di città apparentemente lontani.

Un’idea che voleva provare a rispettare e celebrare nel modo più giusto la figura di Diego, che nella sua potenza e nella sua genialità ha saputo unire in un’unica grande passione la città tutta, facendo emozionare  i napoletani dei quartieri alti coma quelli dei quartieri più poveri, stretti in un unico grande sogno, quello del riscatto di un popolo.

Certo fa sorridere che in un territorio  dove spessissimo proprio la politica va a braccetto con la criminalità organizzata, dove su ogni  grande appalto appare l’ombra tetra della camorra, dove il voto di scambio è prassi consolidata,  si discuta e si lavori da mesi sulla  scelta di aprire la commissione di valutazione del monumento a Maradona  alle tifoserie.

Commissione che per altro non prevede alcuna remunerazione.

Ma il tempo è galantuomo e questa vicenda alla fine verrà fuori per quella che è. Di questo ne sono convinta.

Eppure  su ciò che sta accadendo, alla luce del fatto che si tratta  evidentemente  di una invasione di campo della magistratura sul terreno della politica in cui ad essere oggetto di  valutazione è il perimetro delle scelte di chi attraverso un mandato elettivo governa la città , ritengo avrebbe potuto esserci una maggiore esposizione  da parte dell’amministrazione , a tutela di  scelte che sono stata fin dal primo istante  condivise.

Non c’è stata e ne prendo atto.

Tuttavia la mia decisione è motivata da ragioni assai più profonde e di più lunga durata rispetto ai fatti recenti, che hanno di certo amplificato la sensazione di estrema lontananza da questa amministrazione.

Non ho mai fatto mistero dell’enorme scetticismo nei confronti dell’indicazione di un candidato  sindaco per le prossime amministrative, calata dall’ alto e senza confronto con la città.

Nessun pregiudizio. Piuttosto la convinzione da principio che quella candidatura  non sarebbe riuscita ad interpretare ne’ a farsi portavoce delle battaglie, delle rivendicazioni e delle scelte più radicali, innovative e progressiste  che hanno caratterizzato le fasi migliori di questo decennio ne’ a costruire una visione di città inclusiva, capace di guardare innanzitutto alle fragilità e di sfidare l’asfittico dibattito tra ceto politico  che si sta sviluppando alla viglia del voto.

Ho atteso, cercando di comprendere se nonostante questa scelta così lontana dai miei auspici, si sarebbero potuti creare  i presupposti per costruire una strada di condivisione, di dibattito, di confronto sul presente e sul futuro della città.

A distanza di sei mesi però non solo tutto questo non è accaduto e la candidata lavora esclusivamente per se stessa, ma l’amministrazione appare in larga parte, anche a chi non vive il “palazzo”, sempre più distante dalla città reale, dai suoi problemi, dalle sue contraddizioni, e sempre più concentrata nella costruzione di partite interne che hanno il consenso elettorale come unico obiettivo.

Ci sono storie che semplicemente ad un certo punto arrivano ad un epilogo.

Accade nella vita personale come in quella politica.

Accade quando viene meno la fiducia e soprattutto quando non si comprende più in che direzione si sta andando insieme. 

Bisogna saper riconoscere quando arriva questo tempo e non trascinarsi inerti rischiando di tradire la propria coerenza e la propria integrità.

Ecco perché oggi la mia esperienza amministrativa termina qui.

Senza rancore, ma con molta delusione e di sicuro con il rammarico enorme di non riuscire ad accompagnare la mia città, quella a cui ho dato ogni istante del mio tempo di questi ultimi anni, nel momento più atteso.

Quello della nuova alba, della ripartenza, della rinascita che sono convinta ci sarà e sarà bellissima. Perché meritiamo un’alba bellissima.

Non nascondo che questi anni sono stati estremamente faticosi sul piano politico e su quello personale.  Le ultime vicende sono solo l’epilogo di una storia assai più  lunga.

Ho subito attacchi di ogni tipo, mai sull’azione amministrativa, ma sempre sulle scelte politiche e sulle opinioni.

Sono stata attaccata dal segretario della Lega Matteo Salvini, letteralmente perseguitata  sui social network per mesi dai suoi  seguaci leghisti. Sono stata attaccata per le mie posizioni a favore della causa palestinese.

Attacchi che puntavano e puntano ancora oggi solo a delegittimare il mio percorso politico di donna militante prima e di donna delle istituzioni poi, che ha semplicemente scelto di restare fedele alle proprie idee e di non voltare mai le spalle alla propria comunità e al proprio mondo  di provenienza.

Se tutto questo ha fatto paura sono felice di aver fatto paura.

Dal canto mio, come Assessora, ho fatto il massimo possibile in un anno difficilissimo, con risorse esigue ( imparagonabili a quelle degli anni  precedenti) ed infinite restrizioni, cercando di ascoltare ed incontrare tutti, restando  fedele a due principi fondamentali, che questo paese troppo spesso dimentica: che il lavoro culturale sia lavoro e come tale va protetto e tutelato e che la cultura è linfa vitale delle città, senza la quale crescono rapide le passioni tristi, il rancore, la barbarie sociale.

Quello che sono riuscita a fare lo devo innanzitutto a Napoli, città che anche quando è in ginocchio reclama bellezza e per la quale ho avuto l’onore di ricoprire un ruolo prestigiosissimo.

Spero Solo di essere riuscita a lasciare  un piccolo segno positivo in questo tempo così  buio.

NAPOLI, LA PAGANO LANCIA LE PRIMARIE. IV SCHIERA PAIPAIS (FEDELISSIMO DI DE LUCA)

Pasquale Napolitano per Napolispia

Non si sblocca la partita nel centro-sinistra per la scelta del candidato sindaco di Napoli alle prossime elezioni comunali. Dopo l’alt del governatore della Campania Vincenzo De Luca all’opzione Fico, caldeggiata da Pd e M5s, arriva dalle pagine del Mattino la proposta di Graziella Pagano, ex senatrice e leader di Italia Viva in Campania. La Pagano auspica le primarie per l’individuazione del candidato sindaco. Primarie da tenersi in estate, quando la pandemia sarà meno aggressiva, per il voto ad ottobre. Italia Viva ha già pronto il candidato da schierare: Apostolos Paipais, vicinissimo al governatore De Luca e presidente della municipalità

MARESCA & PALUMMELLA, LANZOTTI SI RIBELLA: “C’E’ CHI SCREDITA IL LAVORO DI FORZA ITALIA”

Napolispia

La notizia di una candidatura alle comunali di Napoli di Gennaro Montuori, ex capo ultrà, nella lista di Forza Italia a sostegno del giudice Catello Maresca, anticipata oggi dal Mattino, suscita lo scetticismo del coordinatore cittadino degli azzurri, Stanislao Lanzotti. Montuori si è già candidato alle regionali, ed è stato uno dei protagonisti più noti della coalizione che ha sostenuto Stefano Caldoro. “La lista civico – politica a cui stiamo alacremente lavorando da mesi”, dice Lanzotti a Napolispia, “e della quale siamo scrupolosi custodi , sarà di grande qualità culturale e politica e confidiamo possa rappresentare la vera novità delle prossime elezioni amministrative. Nella  imponente sede di via Melisurgo, appena il virus ci darà tregua, saranno presentati i 5 punti nodali del programma a noi cari  su cui impegneremo la prossima amministrazione . Il nucleo di partenza”, aggiunge Lanzotti, “è certamente la classe dirigente cittadina forzista di Napoli con i suoi presidenti di municipalità ed i 3 consiglieri comunali ma l’allargamento ai tantissimi  soggetti politici e ai professionisti rappresentanti di associazioni sarà l’elemento di grande innovazione che ci permetterà di compiere l’auspicato salto di qualità che la comunità partenopea ci chiede alla luce delle gravose  sfide che ci attendono. Nessun contatto con Palummella”, aggiunge Lanzotti, “e nessuna promessa di candidatura sono all’ordine del giorno della nostra lista. Se altri”, conclude Lanzotti, “hanno messo in piedi strategie  ad hoc per screditare il nostro lavoro , ci sentiamo ancora più motivati a portare avanti il nostro compito con entusiasmo”.

CAMPANIA, I DIPENDENTI DELLA GIUNTA CONTRO DE LUCA: “GIÙ LE MANI DALLO STIPENDIO”

Pasquale Napolitano per Napolispia

I dipendenti della giunta regionale della Campania si scagliano contro Vincenzo De Luca: “Giù le mani dalle nostre tasche”. Suona più o meno così l’appello che dipendenti della giunta e sindacati hanno lanciato al governatore. Motivo? Dal mese di gennaio, il direttore generale della Regione Campania ha autorizzato gli uffici contabili al prelievo forzato di una quota dello stipendio pari a 1/5 dei dipendenti in base a una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il salario accessorio per i dipendenti che negli anni scorsi sono stati distaccati nelle segreterie dei consiglieri regionali. Sentenza giusta.

Ma c’è una ragione per cui i dipendenti della giunta protestano: in base alla sentenza anche i dipendenti del Consiglio regionale sono nella stessa condizione. E dunque dovrebbero restituire i soldi. Ma in quest’ultimo caso, il presidente dell’assise regionale Gennaro Oliviero ha bloccato tutto, formando un gruppo di lavoro che dovrà affrontare la questione. Niente prelievo. Pagano solo i dipendenti della giunta.